Tecnologia in casa, antitodo contro gli effetti di una vita isolata
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Tecnologia in casa, antidoto contro gli effetti di una vita isolata

Con il lockdown per il coronavirus milioni di italiani hanno riscoperto il valore, e soprattutto l’utilità della tecnologia in casa. E questo perché l’hi-tech è stato in tutto e per tutto un antidoto contro gli effetti di una vita isolata al fine di spezzare la catena del contagio da Covid-19.

Social network e chat spopolano in regime di quarantena

In accordo con una ricerca della Samsung, riportata da LaStampa.it, a spopolare con la quarantena è stato l’uso dei social network e delle chat con gli amici per sentirsi comunque vicini anche se distanti. Con il lockdown, inoltre, ad aumentare immancabilmente sono stati pure i pagamenti digitali, mentre per quel che riguarda gli elettrodomestici gli italiani hanno utilizzato con maggiore frequenza l’aspirapolvere, e poi a seguire il forno e la lavatrice.

Ricerca Samsung, la tecnologia è indispensabile per il 79% degli italiani in isolamento

Nel dettaglio, dalla ricerca è emerso che con l’isolamento tra le mura domestiche il 79% degli italiani non ha potuto fare a meno della tecnologia in accordo con le risposte che sono state fornite da un campione rappresentativo di 2.000 persone di età compresa tra i 20 ed i 50 anni.

L’imperativo categorico in casa con il lockdown, per la maggioranza degli italiani, è stato così quello di rimanere sempre connessi facendo leva su Internet e sulla tecnologia per pagare le tasse e le bollette, per trasmettere, ricevere e condividere documenti e certificati, ed anche per utilizzare servizi di smart home e per controllare l’elettronica in casa con la domotica.

Vicini ai propri cari con la tecnologia, anche se lontani e separati

Anche se lontani e separati, inoltre, gli italiani in isolamento per il lockdown a causa del coronavirus, hanno apprezzato la tecnologia per restare vicini ai propri cari comunicando, così come i dispositivi elettronici, dai PC agli smartphone, e passando per i tablet, sono stati utili per seguire l’evolversi della situazione riguardante proprio la pandemia da Covid-19.

Dalla didattica a distanza allo smart working, la tecnologia per lavorare e per apprendere

Tra lo smart working, e l’utilizzo dei dispositivi per lo streaming e per l’intrattenimento, gli italiani hanno inoltre seguito l’evolversi della situazione interagendo, con like e con commenti, ai post sugli account social di vip e di personaggi famosi rimasti allo stesso modo a casa per la quarantena. e chiaramente, con i figli rimasti a casa dopo la sospensione delle lezioni a scuola, i genitori hanno fatto leva sulla tecnologia per portare avanti la didattica a distanza.

I big dell’hi-tech in campo contro il Covid-19

La pandemia di coronavirus, inoltre, ha portato molti big dell’hi-tech a creare nuove soluzioni tecnologiche contro la pandemia. E’ il caso, per esempio, del colosso americano Google con il lancio di ‘Covid-19 Research Explorer’ che è un motore di ricerca ideato ed implementato per la comunità scientifica. Con Covid-19 Research Explorer, infatti, gli scienziati possono trovare più facilmente e più rapidamente gli articoli e le pubblicazioni di interesse a tema Covid-19. Disponibile gratis per la comunità scientifica, il motore di ricerca dedicato di Google mira chiaramente a dare un contributo nella ricerca di farmaci efficaci e nello sviluppo di vaccini contro il coronavirus.

Dall’Internet delle cose alla telemedicina per mantenere il distanziamento sociale

Superata la fase di picco del contagio in tutto il mondo, gli scienziati hanno già messo tutti in guardia sul fatto che saremo costretti a convivere con il coronavirus, e quindi a fare molta attenzione, almeno fino a quando non ci sarà un vaccino testato, efficace e prodotto su vasta scala. Di conseguenza la tecnologia giocherà un ruolo fondamentale per la ricerca ma anche per il mantenimento del distanziamento sociale a partire dalla telemedicina e passando per l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose (IoT) e fino ad arrivare alle reti mobili di nuova generazione, ovverosia quelle 5G.

In altre parole, dalla paura del contagio si può innescare su scala globale una rivoluzione tecnologica che fino ad ora si era poco sviluppata più per ragioni culturali che di costo. Basti pensare all’adozione dello smart working, passato da opzione a necessità, ed a tutte le altre opportunità legate alle tecnologie del presente e del futuro. Basti pensare, per esempio, ai cosiddetti Big Data, al tracciamento ed al monitoraggio dei dati in tempo reale, all’uso della potenza di calcolo per il sequenziamento del genoma del Covid-19, ed all’uso di altre tecnologie come la stampa 3D e la guida autonoma.

Prima, durante e dopo il coronavirus, inoltre, le app di tracciamento a regime saranno per tutti, cittadini e aziende, uno strumento valido per sconfiggere il Covid-19, e per evitare in futuro nuove pandemie. E questo perché il mondo si è trovato impreparato contro il coronavirus non solo a livello sanitario, ma pure tecnologico anche in ragione delle giuste pressioni legate al rispetto della riservatezza. Pur tuttavia, dalle app alle soluzioni tecniche di teleassistenza per i pazienti domestici, e passando per le soluzioni per il tracciamento continuo, per l’alerting e per il controllo ed il monitoraggio del livello di esposizione al rischio delle persone, la cessione di una quota di privacy può salvare e potrà salvare in futuro centinaia di migliaia di persone. Perché il coronavirus, sconfitto, purtroppo non è detto che poi non possa di nuovo manifestarsi.

Ci sarà inoltre pure l’adozione di soluzioni futuristiche contro le pandemie a partire, per esempio, dall’uso di robot al posto delle persone per evitare il contagio. Per rendere l’idea, i robot potranno essere utilizzati per sanificare gli spazi aperti e quelli chiusi, e potranno pure effettuare controlli della temperatura se dotati di termoscanner. Con nuove pandemie, in un futuro non troppo lontano, i robot potrebbero essere utilizzati nelle strade pure per far rispettare l’ordine e per mantenere il confinamento a casa dei cittadini al fine di spezzare la catena del contagio con l’unico strumento utile, ovverosia con la quarantena in assenza di farmaci efficaci o di vaccini. Sembra fantascienza, ma dopo il coronavirus che ha fermato il mondo la realtà può anche superare l’immaginazione.

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